LE NOVITÀ NON MANCANO MAI

Lo scorso anno, in un’epoca segnata da grandi cambiamenti, Keramik Laufen ha festeggiato i suoi primi 125 anni. La rivista Haustech si è concentrata sulle sfide legate alla svolta del digitale, discutendone con il nostro direttore generale Klaus Schneider.

La digitalizzazione apre nuove prospettive in termini di innovazione. Ma diciamoci la verità: c’è davvero bisogno di un’app per ogni bagno?

Quando abbiamo sviluppato i comandi elettronici della nostra gamma e le rispettive app, siamo volutamente partiti dai bagni pubblici e semipubblici. Non a caso il nostro progetto porta anche il nome di «Digital Public Bathroom». Il fatto è che in strutture come hotel, impianti sportivi e aeroporti, i sanitari sono sottoposti ad un utilizzo molto più intenso rispetto ai bagni privati, e devono sempre funzionare in maniera impeccabile. Non solo, ma in questi bagni i rubinetti, i comandi per doccia, gli orinatoi e i WC con doccia devono essere rapidamente adattabili alla frequenza di utilizzo. Tutti requisiti che possono essere soddisfatti senza problemi se si utilizzano prodotti con un’interfaccia digitale, monitorabili e configurabili tramite app.

 

 

Quando parliamo di digitalizzazione, ci riferiamo per forza alle app? O in un bagno digitale c’è anche dell’altro?

Esistono tante possibili interfacce per interagire con i prodotti digitali, e le app sono solo una di queste. Oggigiorno siamo abituati ad utilizzare le app per tante esigenze quotidiane. È quindi naturale pensare di affidare allo smartphone anche la gestione della rubinetteria digitale. Ma al di là delle app in quanto tali, quello che conta davvero è l’utilità – perché in fin dei conti un bagno digitale dev’essere percepito dall’utente come un chiaro valore aggiunto. E quando parliamo di valore aggiunto, parliamo innanzitutto di comodità d’uso e personalizzazione.

 

Che impatto ha la digitalizzazione sulle innovazioni portate avanti da Keramik Laufen e Similor?

In casa Keramik Laufen e Similor, la digitalizzazione non riguarda solamente i prodotti finiti, ma plasma l’intero processo di sviluppo e produzione. Essenzialmente, la vita digitale di un prodotto inizia dai primi schizzi del designer. Oggi tutto il processo è gestito con software di progettazione 3D. Quando Similor deve progettare un nuovo rubinetto, lo fa interamente in digitale.

 

 

E come di preciso?

Possiamo ad esempio utilizzare un software di simulazione 3D per testare l’erogazione di acqua e la rumorosità del rubinetto. Inoltre, con una stampante 3D interna realizziamo modelli reali di ogni nuovo rubinetto per verificarne le funzionalità. Non solo, ma per ogni nuovo rubinetto versiamo l’ottone nello stampo solo dopo aver simulato in digitale l’intero processo di stampaggio. Oggi sono in voga i prodotti «smart», ossia prodotti in grado di adattarsi alle esigenze degli utenti – e questo un po’ dappertutto, non solo nel nostro settore. Una rubinetteria digitale per doccia può ad esempio «riconoscere» l’utente e regolare automaticamente portata e temperatura in base alle sue esigenze.

 

In azienda come date spazio all’innovazione?

Per quanto riguarda ceramica e rubinetti, disponiamo di reparti ricerca e sviluppo interni che curano ogni singola tappa dello sviluppo dei nuovi prodotti e delle nuove serie, oltre a seguire la fase di industrializzazione. Ogni anno reinvestiamo buona parte del nostro fatturato nello sviluppo di nuovi prodotti, e lavoriamo costantemente all’ottimizzazione dei processi produttivi. Il nostro stabilimento è grado di gestire tutte le fasi di produzione dei prodotti in ceramica e dei rubinetti, il che facilita notevolmente la realizzazione di prodotti innovativi. Insomma, le condizioni sono davvero ideali. In ultima analisi però sono i nostri collaboratori a fare la differenza. È grazie a loro se le nostre idee possono divenire realtà.

 

Mentre parliamo, si è appena conclusa la Swissbau 2018. Come hanno reagito i clienti alle innovazioni che avete proposto? Ha l’impressione che la domanda di questo tipo di soluzioni digitali sia aumentata?

Quest’anno abbiamo dedicato un intero settore del nostro stand al marchio Sanimatic e ai prodotti digitali della sua gamma. I visitatori si sono mostrati estremamente interessati, e non sono mancati i feedback positivi. Per quanto riguarda i bagni pubblici e semipubblici, i visitatori hanno colto immediatamente l’utilità di prodotti digitali collegabili in rete. È piaciuta molto anche l’idea di controllare i WC con doccia tramite app. In fiera si sono addirittura delineati dei progetti concreti in tal senso. Persino i nostri concorrenti sono apparsi interessatissimi alle innovazioni che abbiamo proposto.

 

In un’epoca dominata dalla digitalizzazione, una fiera come la Swissbau è destinata a perdere di importanza. È d’accordo con questa affermazione?

No, non sono d’accordo. La Swissbau offre una piattaforma unica per interfacciarci di persona con partner di mercato molto diversi tra loro, così come con i clienti finali – per parlare di prodotti e innovazioni, o magari per scambiarci punti di vista sulla digitalizzazione. Naturalmente, la Swissbau è anche uno straordinario palcoscenico per presentare le ultime novità al grande pubblico. Un altro aspetto importante è che in fiera si ha la possibilità di toccare i prodotti con mano – e questo rimane un fattore decisivo, che nemmeno l’avvento del digitale potrà soppiantare.

 

 

Gli effetti della digitalizzazione si fanno sentire anche a livello di distribuzione: i clienti tendono sempre più a fare acquisti online. La digitalizzazione mette in discussione il tradizionale modello produttore-rivenditore-consumatore?

Da alcuni anni, specialmente in paesi a noi vicini, vediamo come i rivenditori online abbiano fatto breccia nel mercato all’insegna di marketing aggressivo e prezzi stracciati. Esistono inoltre grosse case di vendita per corrispondenza online da cui già oggi si può ordinare e farsi recapitare a domicilio praticamente di tutto. Ma quando parliamo di installazioni sanitarie, bisogna tenere conto che un bagno non è fatto solo di rubinetti e WC. Un bagno completo è un sistema complesso fatto di tanti componenti più o meno visibili, e difficilmente può essere progettato da un non addetto ai lavori.

 

Come può un non addetto ai lavori sfruttare l’offerta di prodotti online?

Per i clienti finali, avere a disposizione un’offerta di prodotti in digitale è secondo noi una buona occasione per farsi un’idea da casa, individuare i prodotti più interessanti e poi cercarli nell’esposizione di un grossista. A nostro avviso solo gli specialisti del settore sono in grado di progettare un bagno completo che sappia soddisfare al massimo le esigenze del cliente.

(Intervista di Simon Eberhard)

L’intervista integrale è disponibile nel numero 03/18 di Haustech. (In tedesco)

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