Una storia di famiglia in casa Keramik Laufen

Negli anni settanta José Rodriguez lasciò la Galizia per iniziare una nuova vita in Svizzera; ma non sapeva ancora che oltre 30 anni dopo avrebbe lavorato insieme al figlio Juan nella stessa azienda. Oggi incontriamo padre e figlio per dare uno sguardo dietro le quinte del lavoro quotidiano di Keramik Laufen.

Basta guardarli così, seduti uno a fianco all’altro, per capire che questi due uomini non sono semplici colleghi. A destra c’è José Rodriguez, a sinistra suo figlio Juan Rodriguez. Li incontriamo in un pomeriggio in cui il sole splende con la forza delle giornate di fine estate sul tetto dell’impianto di depurazione in cui ci siamo dati appuntamento.

Dalla Galizia a Laufen

Nel 1971 José Rodriguez lasciò per la Spagna, la sua terra natia, per lavorare in Svizzera. Qualche anno dopo, però, venne richiamato in patria per assolvere l’obbligo di leva. Ma dopo essersi sposato, nel 1976, ripartì con la moglie alla volta della Svizzera, dove l’anno successivo iniziò un altro legame destinato a durare una vita: quello con Keramik Laufen.

Nel giro di poco tempo e con un impegno straordinario José divenne artigiano colatore con un vero talento per la fabbricazione che gli valse la promozione lampo a caposquadra della catena di fonderia. Dopo la chiusura della catena lavorò come caposquadra della divisione FKS (fabbricazione, costruzione, impianto speciale) e nella fonderia stampi prima di assumere i compiti e le responsabilità di supervisore della stazione di depurazione. Oltre al suo incarico principale, José è sempre presente ovunque ci sia bisogno di lui. Lavorare con Keramik Laufen lo ha sempre riempito di gioia e orgoglio: ci tiene a sottolinearlo con forza, perché è questa la cosa più importante per lui.

Legami familiari nella produzione

Ma com’è successo che padre e figlio abbiano finito per lavorare nella stessa azienda? Forse perché Juan da bambino ha vissuto nell’unica abitazione presente all’interno del complesso aziendale ed è letteralmente cresciuto insieme alla ceramica. In ogni caso, nel febbraio 1996 Juan ha iniziato la propria attività alla catena di fonderia di Keramik Laufen e da allora non ha smesso di fare passi avanti fino ad arrivare a essere caposquadra della colata in pressione per vasi.

Quando facciamo loro notare i punti di contatto tra le mansioni che svolgono, padre e figlio si limitano a sogghignare. Al suo arrivo in Keramik Laufen Juan lavorava alla stessa catena di fonderia del padre. Che era anche il suo superiore. Sicuramente una situazione di questo tipo può innescare conflitti familiari, chiediamo. Assolutamente no, rispondono entrambi. Juan ci tiene a sottolineare che il padre non lo ha mai trattato diversamente dagli altri collaboratori. E José aggiunge con rispetto che all’inizio della sua attività alla catena di fonderia Juan aveva compiti molto difficili. Quando chiediamo se parlano di lavoro anche a tavola con la famiglia, entrambi ridono. «No», risponde José, «non parliamo né dell’azienda né del lavoro. Se ci si mettesse anche mia moglie sarebbe la fine. E addio cena, poi! Non finiremmo mai di discutere.»

Il fascino della ceramica

Chiedendo a padre e figlio che cosa li affascina della ceramica si ottengono due risposte altrettanto entusiaste: «La possibilità di creare un pezzo partendo da diversi tipi di argilla. Le conoscenze tecniche necessarie per garantirne la solidità. Il modo in cui bisogna maneggiare il pezzo prima della cottura per evitare che si rompa», dice Juan. «L’imprevedibilità della ceramica, la sua reazione non può mai essere copiata. L’influsso di aria, acqua e temperatura sull’impasto. L’intreccio tra forme vecchie e nuove. Questi meccanismi mi hanno entusiasmato fin dal primo giorno di lavoro», confessa José.

Un ultimo saluto dalla catena di fonderia

Il sole ha ormai perso parte della sua forza, da qualche minuto padre e figlio lanciano sguardi furtivi all’orologio. Il tempo che possono concederci sta per terminare. Li ringraziamo di cuore e usciamo insieme a loro: il figlio Juan si congeda subito per tornare di corsa alla produzione mentre il padre José ci riaccompagna al portone d’ingresso costeggiando l’abitazione di famiglia. Passando vediamo che nel giardino dei Rodriguez fa bella mostra di sé un WC. Incuriositi, chiediamo lumi a José: «È l’ultimo vaso uscito dalla nostra vecchia catena di fonderia. Tutti i collaboratori che lavoravano sulla catena lo hanno firmato e me lo hanno regalato. Che bei ricordi», sospira José prima di congedarsi con gli occhi luccicanti.

 

Un ultimo saluto dalla catena di fonderia

Il sole ha ormai perso parte della sua forza, da qualche minuto padre e figlio lanciano sguardi furtivi all’orologio. Il tempo che possono concederci sta per terminare. Li ringraziamo di cuore e usciamo insieme a loro: il figlio Juan si congeda subito per tornare di corsa alla produzione mentre il padre José ci riaccompagna al portone d’ingresso costeggiando l’abitazione di famiglia. Passando vediamo che nel giardino dei Rodriguez fa bella mostra di sé un WC. Incuriositi, chiediamo lumi a José: «È l’ultimo vaso uscito dalla nostra vecchia catena di fonderia. Tutti i collaboratori che lavoravano sulla catena lo hanno firmato e me lo hanno regalato. Che bei ricordi», sospira José prima di congedarsi con gli occhi luccicanti.

 

 

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