La nuova casa del designer

Nell’estate del 2013 il designer Andreas Dimitriadis e famiglia si sono trasferiti nella loro nuova casa. Oggi i Dimitriadis aprono le porte del loro nido e ci invitano a dare un’occhiata al loro mondo.

Ci sono diversi modi di progettare la propria casa. Ha fornito al suo architetto idee già pronte per l’edificio e per gli arredi o si è fatto consigliare?

In partenza ci siamo occupati molto intensamente della scelta del fondo tenendo conto delle nostre esigenze (due adulti e tre bambini). Una cosa era però chiara: volevamo una casa energeticamente sostenibile, di quelle col tetto piano e ambienti alti. E tanto vetro. In base a questi criteri e riferimenti abbiamo scelto gli architetti.

Dove ha preso ispirazione per l’architettura e per l’arredamento?

Sono un designer e la mia professionale ha molto a che fare con arredamento d’interni e architettura, per cui ho studiato a fondo la progettazione generale e i dettagli della nostra casa. Con la stessa acribia con la quale progettiamo i nostri prodotti, non volevo lasciare nessun dettaglio al caso: puntavo a realizzare un progetto coerente, uniforme e senza tempo.

Si ritrova la firma del designer Andreas Dimitriadis nell’architettura e nell’arredamento della sua casa? Se sì, come si esprime?

Penso di sì. Ironia della sorte, ad esempio, il lavabo Living Square e i suoi mobili e mensole in ceramica sono nati contemporaneamente al nostro progetto di costruzione. Penso che lo stesso linguaggio estetico si ritrovi anche nella nostra casa. Un sogno per un designer poter pensare e lavorare in modo così coerente.

Design o funzionalità – qual è stata la priorità nel progettare?

Entrambi. Anche in platinumdesign creiamo prodotti che funzionano in modo ideale e si spiegano da soli. Al contempo diamo grande valore all’estetica e all’originalità della cose. Lo stesso concetto mi ha guidato nelle scelte architettoniche.

Che cosa le premeva nella scelta dei prodotti e dei materiali?

Nella scelta dei prodotti abbiamo mirato a un’autenticità e una sostenibilità assoluta. I nostri figli soffrono di allergie. Gli aspetti igienici erano quindi per noi molto importanti, come ad esempio pavimenti in ceramica, facili da pulire ecc. Abbiamo dato particolare attenzione all’approvvigionamento energetico. Volevamo una casa a emissioni zero, energeticamente indipendente, motivo per il quale abbiamo subito interpellato dei progettisti specializzati.

Nella sua casa, ci sono elementi che non solo ha progettato ma anche costruito da solo?

Alla fine direi che sono riuscito a fare le mie scelte praticamente per ogni dettaglio dei lavori da fare. Dalla domanda di costruzione al trasloco nella nuova casa sono passati cinque anni. È stata un’esperienza intensa e ricca di insegnamento che mi ha fatto vivere la progettazione di prodotti dal punto di vista del cliente e degli installatori. Poiché in platinumdesign realizziamo progetti molto vari – dai cellulari ai bagni completi passando per la progettazione di sedie e tavoli – sono spesso attorniato da cose create da noi e con le quali ho un rapporto particolare.

Quali criteri sono stati particolarmente importanti nella scelta dei sanitari?

Ho trovato molto interessante il gioco fra l’essenzialità atemporale della serie Living Square e arwa-twin nel contesto dell’architettura, e il contrasto con l’emozionalità delle forme tondeggianti e scultoree di IlBagnoAlessi One. Siamo in cinque ad abitare in questa casa, abbiamo un’età compresa fra gli 8 ai 44 anni, ognuno di noi ha le sue idee ed esigenze. Questo contrasto deve esprimersi anche nella scelta dell’arredamento del bagno. Non potevano non considerare aspetti pratici come la facilità di pulizia: in questo ci hanno aiutato i rubinetti a parete e gli orinatoi per i ragazzi.

Ha deciso di integrare un bagno direttamente nella camera da letto padronale: una scelta in linea con la moderna architettura dello «stile abitativo aperto». Ci sono aspetti particolari che è stato necessario considerare durante la progettazione?

Questa decisione ci ha consentito di ottenere un effetto molto ampio dei volumi. Considerando anche il balcone adiacente, la nostra camera da letto dispone, dal punto di vista ottico, di quasi 60 m2. L’unico problema di questa soluzione è quando andiamo a letto o ci alziamo a orari diversi.

 

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